{"id":109,"date":"2016-09-21T07:11:00","date_gmt":"2016-09-21T07:11:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.encanto.biz\/blog\/uncategorized\/possono-le-neuroscienze-migliorare-i-contenuti-della-comunicazione-aziendale-ce-lo-racconta-mike-templeman-di-forbes\/"},"modified":"2020-11-20T10:49:39","modified_gmt":"2020-11-20T10:49:39","slug":"possono-le-neuroscienze-migliorare-i-contenuti-della-comunicazione-aziendale-ce-lo-racconta-mike-templeman-di-forbes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.encanto.biz\/blog\/possono-le-neuroscienze-migliorare-i-contenuti-della-comunicazione-aziendale-ce-lo-racconta-mike-templeman-di-forbes\/","title":{"rendered":"Possono le neuroscienze migliorare i contenuti della comunicazione aziendale? Ce lo racconta Mike Templeman di Forbes"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\">Le neuroscienze offrono\u00a0<\/span><span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\">diversi spunti su come raccontare una storia.\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\">Lo spiega in\u00a0<\/span><span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\">\u201cHow To Use Neuroscience To Improve Your Content Marketing Strategy\u201d Mike Templeman, redattore di\u00a0<\/span><a style=\"font-family: 'trebuchet ms', sans-serif;\" href=\"http:\/\/www.forbes.com\/sites\/miketempleman\/2016\/08\/25\/how-to-use-neuroscience-to-improve-your-content-marketing-strategy\/#63664b282fb8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Forbes<\/a>.<br \/>\n<span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\"><br \/>\n<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\">Lo scopo delle neuroscienze \u00e8 quello di sfruttare la ricchezza di informazioni raccolte misurando le fluttuazioni elettriche del cervello per guidarlo verso una visione positiva attraverso i nostri messaggi.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\">Per farlo non serve un neuroscienziato. Quello che ci dice Templeman \u00e8 che possiamo prendere in prestito alcune \u201ctattiche\u201d da mettere al servizio dei nostri racconti.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\"><i>Usare le emozioni per <u>stimolare<\/u> il cervello.<\/i><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\">Lo sappiamo bene. Il nostro cervello viene stimolato dalle emozioni intense. Quando proviamo qualcosa che colpisce e investe le nostre emozioni (sia in maniera positiva che negativa) siamo portati ad assoribire e ritenere il contenuto che ha indotto in noi una reazione.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\"><i>Appellarsi agli <u>istinti egoistici<\/u> del cervello.<\/i><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\">Il nostro cervello si \u00e8 evoluto in maniera egoistica, per poter reagire in modo che noi possiamo sopravvivere (pensate ad esempio nelle situazioni in cui emerge il nostro istinto di sopravvivenza) e ci aiuta a farci sentire bene con noi stessi. L\u2019obiettivo quindi \u00e8 quello di stimolare l\u2019ego del lettore e fare in modo che si senta sicuro e appagato a livello emozionale dal contenuto che gli si propone. Questo fa in modo che il contenuto stesso sia accolto positivamente.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\"><i>Sfamare il desiderio di <u>familiarit\u00e0<\/u> del nostro cervello.<\/i><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\">La ragione per cui una storia ha successo, pi\u00f9 spesso di quanto non sembri, \u00e8 data dalla combinazione per cui quella storia sia consistente e confortante a livello cerebrale dalle interazioni con il mondo attorno a noi. Quando riconosciamo modelli familiari, il nostro cervello risponde producendo dopamina (un potenziale neurochimico che ci spinge ad agire verso obiettivi, desideri e bisogni con la conseguenza di rafforzare il piacere quando realizziamo tali risultati). Ecco perch\u00e9 \u00e8 importante tenerne conto nella progettazione di grafiche, nell\u2019uso di colori e addirittura nella forma dei caratteri con cui scriviamo.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\"><i>Sorprendere il cervello scegliendo <u>parole inaspettate<\/u>.<\/i><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\">Il nostro cervello, mentre consumiamo un contenuto di qualsiasi natura, processa le informazioni in maniera molto veloce ed essenzialmente predice e pre-processa le parole e le frasi (tutta la sintassi, per intenderci) secondo schemi che ci sono familiari. Questo ci permette, se ci fate caso, di saltare parole o addirittura capoversi qualora il contenuto sia troppo prevedibile. Ecco che l\u2019utilizzo di una forma alternativa, spiazzante, pu\u00f2 darci una mano a raggiungere il risultato di tenere l\u2019attenzione del fruitore alta. Se ad esempio la nostra frase \u00e8 \u201cIl denaro non cresce sugli&#8230;\u201d \u00e8 automatico completare la frase con \u201c&#8230;alberi\u201d. Proviamo invece allora a scrivere \u201cIl denaro non cresce sui jeans di marca\u201d. Ecco che la nostra attenzione ha un guizzo. Utilizziamo, quindi, questo trucchetto. Con moderazione, ovviamente.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\"><a style=\"clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;\" href=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/-_ZvS0yd8HzU\/V95bibV-Q7I\/AAAAAAAAA7o\/atiLomfYvw0Ip7U2hSuhPuvQZTZzLTXpgCLcB\/s1600\/good-writing-emotion.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/-_ZvS0yd8HzU\/V95bibV-Q7I\/AAAAAAAAA7o\/atiLomfYvw0Ip7U2hSuhPuvQZTZzLTXpgCLcB\/s400\/good-writing-emotion.jpg\" width=\"400\" height=\"266\" border=\"0\" \/><\/a><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\">Fuori di ogni dubbio: il nostro cervello si attiva istintivamente quando posto di fronte a certi tipi di stimoli.<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span>La nostra sfida \u00e8 quella di raccogliere e indirizzare correttamente le sollecitazioni al fine di creare un contenuto pi\u00f9 efficace. Fortunatamente la neuroscienza ci fornisce alcune direzioni: utilizzare elementi emotivi per stimolare il cervello, sfruttare i suoi istinti egoistici, coccolarlo con il suo desiderio di familiarit\u00e0 e sorprenderlo con la manipolazione del linguaggio.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'trebuchet ms' , sans-serif;\">Una serie di fattori che sono parte delle nostre micro redazioni, al servizio personalizzato dei nostri clienti e che ci aiutano a rendere sempre pi\u00f9 efficace la costruzione di contenuti e relazioni.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le neuroscienze offrono\u00a0diversi spunti su come raccontare una storia.\u00a0 Lo spiega in\u00a0\u201cHow To Use Neuroscience<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":725,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2800,2796],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v16.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Possono le neuroscienze migliorare i contenuti della comunicazione aziendale? 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